È una domanda che genitori, educatori e adulti si pongono spesso: le differenze nell’elaborazione sensoriale possono scomparire con la crescita? Come accade per molti aspetti dello sviluppo umano, la risposta è articolata.
Le differenze nell’elaborazione sensoriale fanno parte del modo in cui ciascuno di noi percepisce e interpreta il mondo circostante. Per alcune persone, le informazioni sensoriali possono risultare troppo intense, insufficientemente percepibili oppure difficili da interpretare. Quando queste differenze interferiscono con la vita quotidiana, si parla spesso di difficoltà nell’elaborazione sensoriale. È frequente che le differenze sensoriali che influenzano la partecipazione alle attività quotidiane diventino evidenti nella prima infanzia, spesso durante gli anni della scuola dell’infanzia o della scuola primaria, quando ai bambini viene richiesto di rimanere seduti, seguire delle routine o acquisire nuove competenze.
In alcuni bambini, le difficoltà sensoriali sembrano effettivamente diminuire con l’età. Tuttavia, questo non significa necessariamente che siano state superate. È più probabile che siano intervenuti diversi fattori: un percorso terapeutico che ha contribuito ad affrontare le difficoltà sperimentate, la maturazione del sistema nervoso che favorisce una migliore organizzazione delle informazioni sensoriali, lo sviluppo di strategie di adattamento oppure la capacità di evitare o gestire gli stimoli che provocano disagio. Anche i cambiamenti nell’ambiente e nelle aspettative possono ridurre lo stress e l’esposizione al sovraccarico sensoriale. È quindi molto probabile che, crescendo, queste persone continuino a incontrare esperienze sensoriali che risultano sgradevoli o difficili da gestire.
Come si adattano le persone alle differenze sensoriali con l’avanzare dell’età?
Uno degli adattamenti più importanti consiste nella tendenza a ricercare ambienti o attività che rispondano alle proprie preferenze ed esigenze sensoriali. Per esempio, un bambino che aveva difficoltà a tollerare il rumore intenso di un parco giochi potrebbe continuare a trovare impegnativi gli ambienti affollati anche da adulto, ma potrebbe scegliere ristoranti più tranquilli oppure preferire incontrare gli amici a casa.
Pertanto, sebbene il modo in cui si manifestano le differenze sensoriali possa cambiare, alcune di esse possono rimanere relativamente stabili durante tutta la vita. Sappiamo inoltre che le preferenze e le sensibilità sensoriali continuano a influenzare il modo in cui molte persone lavorano, apprendono e interagiscono nell’età adulta.
Quali fattori influenzano le differenze sensoriali negli adulti?
Innanzitutto, molti adulti descrivono le proprie difficoltà sensoriali utilizzando espressioni diverse. Possono affermare di sentirsi facilmente sovrastimolati, di non sopportare i rumori di sottofondo oppure di avere bisogno di muoversi per riuscire a concentrarsi. Molte persone scoprono soltanto in età adulta che alcune preferenze presenti da tutta la vita, come evitare luci troppo intense o determinati tessuti, sono collegate all’elaborazione sensoriale piuttosto che a semplici particolarità caratteriali.
Per le persone neurodivergenti, come le persone autistiche o con ADHD, le differenze sensoriali rappresentano spesso una caratteristica che accompagna l’intero arco della vita. Riconoscere queste esigenze e predisporre adattamenti adeguati è quindi fondamentale per il benessere individuale.
Cambiamenti ormonali, età e differenze sensoriali
Molte persone conoscono gli effetti che gli ormoni possono esercitare sull’umore, sul sonno e sui livelli di energia. Tuttavia, anche i cambiamenti ormonali e l’invecchiamento possono influenzare il modo in cui gli esseri umani elaborano le informazioni sensoriali. Per alcune persone, la percezione di immagini, suoni, odori e sensazioni fisiche della vita quotidiana cambia con l’avanzare dell’età. Può accadere, per esempio, di sentirsi maggiormente in allerta in ambienti che in passato risultavano perfettamente gestibili. Questo può essere il risultato della risposta del sistema sensoriale alle variazioni ormonali oppure ai naturali processi di invecchiamento.
I cambiamenti sensoriali nella terza età
Con l’avanzare dell’età, anche i sistemi sensoriali subiscono delle modificazioni. La vista e l’udito possono diminuire, mentre il tatto e le informazioni propriocettive, che ci permettono di percepire la posizione e il movimento del nostro corpo nello spazio, possono diventare meno affidabili.
Per alcune persone, la riduzione delle informazioni sensoriali determina una minore responsività agli stimoli, con la conseguente difficoltà a cogliere determinati segnali provenienti dall’ambiente o dal corpo. Per altre, invece, il cervello può compensare questa riduzione attraverso una maggiore reattività, nel tentativo di mantenere l’equilibrio. Questi cambiamenti possono contribuire alla comparsa di affaticamento, irritabilità oppure difficoltà nel muoversi e orientarsi in ambienti rumorosi o affollati.
Come sostenere la regolazione sensoriale durante tutto l’arco della vita
Sebbene non possiamo controllare i cicli ormonali o il processo di invecchiamento, possiamo sostenere il corpo e il sistema nervoso affinché mantengano una condizione di maggiore equilibrio e benessere. Comprendere la relazione tra ormoni, età ed elaborazione sensoriale può aiutarci a ridurre la frustrazione, migliorare la cura di noi stessi e promuovere l’inclusione delle persone in ogni fase della vita.
Per favorire la regolazione sensoriale è utile prestare attenzione alle proprie preferenze e osservare quando la sensibilità agli stimoli aumenta, per esempio durante alcune fasi del ciclo mestruale, nei periodi di maggiore stanchezza oppure in particolari momenti della vita. È inoltre importante sviluppare abitudini che favoriscano la regolazione sensoriale, introducendo esperienze potenzialmente calmanti come il movimento dolce, la pressione profonda, la respirazione oppure il tempo trascorso nella natura.
Anche l’ambiente può essere adattato alle proprie esigenze, modificando l’illuminazione, i livelli di rumore e la temperatura in modo da renderli più compatibili con le proprie preferenze sensoriali. Infine, può essere utile rivolgersi a un professionista formato nell’Integrazione Sensoriale per una valutazione o una consulenza specifica, allo scopo di individuare gli stimoli che provocano difficoltà e sviluppare strategie personalizzate di regolazione.
Fonte: Dr.ssa Lelanie Brewer, Do Sensory Differences Change as We Age?, Sensory Integration Education.