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7 cose che vorrei che la mia famiglia conoscesse su di me da Persona Altamente Sensibile.

Quando ero un bambino altamente sensibile cresciuto in una famiglia non altamente sensibile, ho lottato con l'autoaccettazione. Non avevo mai sentito le parole "persona altamente sensibile" (P.A.S.), né sapevo che i miei tratti sensibili erano condivisi da circa 1 persona su 5 nel mondo. Sapevo solo che c'era qualcosa di intrinsecamente diverso in me e, da bambino, non mi sembrava una cosa buona. 


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Persone Altamente Sensibili: spiegare questo tratto della personalità.

Molti P.A.S. mi chiedono come descriverei questo tratto a qualcuno.

Penso che quando vogliamo spiegare a qualcuno questo tratto è importante farlo con un sentire energetico di qualcuno che sta spiegando qualcosa che è entusiasta di aver sperimentato su se stesso. Se ne parliamo come se qualcosa non andasse in noi, allora pensiamo che ci sia qualcosa che non va. Quindi inizia con la proiezione che questo è un tratto fantastico che ha molti aspetti positivi e anche alcune sfide.

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Quando sei molto sensibile, il rischio più grande è che tu ti chiuda nel tuo mondo.

Marta è una Persona Altamente Sensibile.

E’ stata una bambina difficile da sempre con tante emozioni da gestire e poco comprese da tutti. Ha imparato a rendersi “tollerabile” agli occhi degli altri. Ha capito nel tempo che, quando si esce di casa , bisogna lavarsi i denti, pettinarsi, sorridere agli altri ed essere garbati; ha capito presto che non si deve sempre dire tutto quello che si pensa altrimenti si rischia di restare soli. Ha capito che per avere amici o amiche bisogna rendersi simile agli altri e che non si deve essere troppo “pesanti” ma assumere quella leggerenza che proprio non le appartiene.

La leggerenza che la rende simpatica e piacevole da frequentare, a costo di reprimere ogni suo stato d’animo così malinconico e incomprensibile agli altri. Ma Marta è spesso triste senza motivo, semplicemente perchè la vita per lei è faticosa anche se non ha problemi evidenti; fa fatica a prendere l’autobus che la porta al lavoro; quel viaggio in realtà le pesa come fare una maratona, le pesa addirittura di più di tutta la giornata di lavoro intera, perchè Marta fa un lavoro che le piace. Non si sa come, non se lo spiega nemmeno lei, ma ha avuto la capacità di direzionarsi verso un lavoro che le piace e che la gratifica: insegna yoga e sta a contatto, a livello profondo, con le persone ogni giorno, lproprio quello che le piace di più.

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Scelgo Sempre Il Peggio Per Me!

Sono sempre stata una bambina molto sensibile ai limiti della patologia, direi e mi sono sempre sentita dire che avevo “le palle”; probabilmente, con il senno del poi, era un’esigenza del mio papà vedermi con le palle ed era allo stesso tempo una sua aspettativa.

Faceva fatica ad entrare in relazione con me…donna, l’ho capito da grande.

Beh quelle palle che mi sono sempre sentita dire di avere ad un certo punto ho creduto di averle davvero, ma non era così. Mi muovevo goffamente in un abito che non era il mio ostentando le famose “palle” che non avevo. Risultavo aggressiva senza motivo; non sapevo davvero cosa volesse dire avere le palle.

Mio padre era come me un uomo buono in un abito da "duro", ho imparato da lui ed anche lui era goffo e sofferente.

In realtà, se avessi potuto, se mi fosse stato permesso, avrei mostrato la mia estrema sensibilità che ritengo sia un grande punto di forza e di partenza e non di debolezza, come spesso ci hanno insegnato.

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Cosa Fare Se La Tua Famiglia D'origine Non Ti Riconosce?

La famiglia rappresenta per tutti noi il nostro punto di partenza, il nostro primo via.Le nostre origini, le nostre abitudini, le nostre credenze, la nostra provenienza e la nostra appartenenza......ma molto spesso le cose non vanno esattamente così.

Indubbiamente c'è a chi è andata meglio e chi è andata peggio.

C'è chi si sente profondamente radicato alla propria famiglia e, nonostante le tante difficoltà comunque , la propria famiglia è sempre un porto sicuro a cui tornare.

Quella certezza, quella presenza che, qualunque cosa accada è lì a sostenerti e ad incoraggiarti.

Ma spesso le cose non sono così.

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Il concetto di relazione come conto corrente emozionale.....mi ha cambiato la percezione

Ho letto un bellissimo libro qualche mese fa che ha letteralmente cambiato la mia percezione sul concetto della relazione. Le relazioni, il tema della mia vita, quello in cui, per anni , ho creduto di riuscire peggio. Ora che vivo di questo e mi riconosco una grande capacità nelle relazioni, forse la mia più grande (oltre a saper fare dei meravigliosi dolci) mi chiedo come ho fatto a mortificare di me una cosa così importante. Un mio punto di forza l’ho trasformato nel mio peggior difetto….sono stata ingiusta con me stessa, facendomi influenzare dal concetto che gli altri avevano di relazione: secondo il concetto altrui e forse quello più comune, io non ero abile!

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Come migliorare la propria ipersensibilità partendo dall'autostima

C’è gente che ricerca sè stesso da una vita senza arrivare  a cambiare nulla di importante. 

Le strade sono molte, le soluzioni proposte infinite ed il tema del benessere è un tema di grande moda, quindi si rischia concretamente di perdere tempo senza mai mettere in pratica cambiamenti concreti.

L’autostima è la base di tutto il nostro benessere o malessere.

Sapevate che l’autostima si forma già da quando siamo molto piccoli e che già da piccoli siamo in grado, a seconda di quello che ci succede intorno, di formare in maniera solida una percezione di noi.

Percezione che prende forma e si consolida anche perchè sempre noi, in seguito, andiamo a ricercare esperienze che confermino quella nostra stessa percezione.

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Come trasformare la troppa sensibilità in un punto di forza

In questi giorni ho letto un libro bellissimo che si intitola “Le persone sensibili hanno una marcia in più” di Rolf Sellin psicoterapeuta e coach in PNL, un collega posso dire, anche se non sono una psicoterapeuta né un Coach. Ma mi sento una collega per due motivi molto importanti:

  • il primo è che anche lui come me e come moltissimi colleghi da una sua situazione di disagio personale, ha fatto un grande lavoro di studio su di se’ fino a scrivere questo bellissimo libro e sentirsi pronto per lavorare con le persone perpoterle aiutare a risolvere il disagio e la sofferenza.

  • il secondo è che non è rigido nel suo modo di lavorare ma che, a seconda delle esigenze della persona che ha di fronte, utilizza la psicoterapia o il coach cercando di raggiungere l’obiettivo del benessere.

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Come posso gestire la mia ipersensibilità?

Tante volte ho raccontato di aver scoperto da grande di essere un'ipersensibile.

Dopo una vita  di sofferenza vera ,in cui mi sono sentita "diversa" ed in cui ho tentato faticosamente di adattare la mia percezione a quella degli altri, per essere accettata, ho scoperto la mia diversità e me ne sono appropriata .

A testa alta oggi dico che sono un'ipersensibile e sento sinceramente  di avere qualcosa in più e non qualcosa in meno. Una percezione completamente diversa dal passato che ha cambiato completamente la mia vita.

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